Videogiochi come forma di arte

Anche quest’anno si è svolto a Roma al Museo Nazionale Romano, nella sede di Palazzo Massimo alle Terme, il Rome Video Game Lab con lo scopo di creare nuove strategie, nuovi approcci ed esperienze per integrare i videogiochi all’interno dei musei.

Inaugurato da Daniela Porro, direttrice del museo, insieme ad Antonio Lampis, direttore generale Musei e Roberto Cicutto, presidente dell’Istituto Luce di Cinecittà, l’evento ha attirato numerosi appassionati oltre che addetti al settore tra programmatori, sviluppatori e aziende tecnologiche.

Le novità di quest’anno

Dall’inizio del festival nel 2017, anno in cui furono recuperati alcuni spazi industriali dai teatri di Cinecittà, la missione dell’evento, ha raccontato Cicutto, è stata quella di sfruttare le nuove tecnologie per valorizzare il passato e la cultura italiana ma anche creare nuove attrattive.

Gli spazi ottenuti e aperti al pubblico infatti non vogliono essere utilizzati solamente come teatri di posa ma vogliono diventare delle vere e proprie storie interattive ed è qui che l’incontro con il mondo dei videogiochi diventa interessante. Unire i videogame ai musei si presenta come un’ottima idea per incuriosire i visitatori più giovani e trasformare le gite scolastiche, spesso considerate noiose e monotone dai teenager, in avventure accattivanti e appassionanti.

In aggiunta, Cicutto ha ricordato come a ottobre verrà aperto il nuovo Museo Italiano dell’Audiovisivo e del Cinema con l’idea di creare un laboratorio permanente all’interno del quale testare e sperimentare tutte le più recenti tecnologie del settore.

Il Rome Video Game Lab 2019 ha visto svolgersi molte sessioni diverse dedicate sia a workshop interattivi che alla ricerca e formazione. Speriamo che questo evento possa continuare a crescere ed aiutare l’Italia a trovare il proprio posto in Europa e nel mondo tra le grandi nazioni produttrici di videogiochi e arrivare all’avanguardia nel settore.

Intanto possiamo constatare come siano sempre di più i giovani interessati a fare dei videogame e della programmazione la loro carriera.